COS‘ E’ L’ AMIANTO

L’amianto è un minerale naturale a struttura microcristallina, di aspetto fibroso e appartenente alla classe chimica dei silicati. Si ottiene a seguito di un’attività estrattiva e il suo nome deriva dalla parola Asbesto che tradotto significa “Che non si spegne mai”.Sotto il nome di amianto sono compresi 6 composti distinti in due grandi gruppi: serpentini e anfiboli, l’amianto serpentino è composto principalmente da amianto cosiddetto bianco chiamato anche crisotilo, dall’aspetto sfrangiato. L’altro chiamato anfibolo è composto da crocidolite (amianto blu), amosite, tremolite ed altri.

Caratteristiche:

Fra le sue caratteristiche più interessanti l’amianto ha una buona resistenza, sotto l’azione di agenti chimici e biologici, alla trazione e all’usura. Stato largamente usato, nel settore dell’Edilizia, per le sue caratteristiche fisiche di resistenza al fuoco, isolamento termico, resistenza a trazione, mescolabile insieme al cemento. Da non trascurare inoltre l’aspetto che avesse un basso costo, trovando perciò largo utilizzo nei campi dell’Edilizia, dell’Industria e dei Trasporti, sotto forma di innumerevoli manufatti.

Perché l’amianto è pericoloso e dannoso per la salute?

Com’è noto, l’amianto (conosciuto anche come asbesto o eternit), è un materiale molto pericoloso e dannoso per la salute. La pericolosità dell’amianto consiste, infatti, nella capacità che il materiale ha di rilasciare fibre potenzialmente inalabili dall’uomo, fibre che hanno la caratteristica di dividersi in senso longitudinale anziché trasversale come le altre tipologie di fibre. Si possono inalare fibre d’amianto dalla polvere che proviene dalla sua lavorazione (quindi ovviamente i lavoratori delle industrie di amianto sono i più esposti ai rischi) ma anche semplicemente perché l’azione del vento, del calore, dell’acqua piovana, o addirittura semplici spostamenti e azioni meccaniche, possono scuotere il materiale al punto da fargli rilasciare le fibre nell’ambiente. Ne consegue che il più pericoloso è il cosiddetto amianto friabile, ovvero quello che può essere semplicemente spezzato con le mani, mentre l’amianto compatto, per via della sua struttura più uniforme, rilascia fibre molto più difficilmente. Tra i tipi di amianto, i più pericolosi risultano essere l’amosite e la crocidolite. Inalare una fibra di amianto è molto facile in virtù delle sue dimensioni, basti pensare che è circa 1.300 volte più sottile di un capello; infatti l’inalazione di fibre di amianto è stata collegata all’insorgenza di diverse malattie negli esseri umani. Tutte queste malattie coinvolgono l’apparato respiratorio, e in particolare i polmoni. Si tratta di malattie di notevole gravità come ad esempio l’asbestosi, una malattia dei polmoni cronica causata dalle fibrille dell’amianto che si depositano negli alveoli polmonari mettendo in allerta il sistema immunitario che reagisce al fine di riparare i danni causati dalle fibre di amianto, stimolando la produzione di tessuto connettivo in eccesso (ovvero di fibre connettive: per questa ragione la malattia è nota anche come fibrosi polmonare), che danneggia i polmoni causando dapprima tosse e difficoltà a respirare, quindi insufficienza respiratoria, e portando, anche dopo anni, all’insorgenza di cancro ai polmoni. Nel nostro paese, i tassi di mortalità più elevati dovuti a esposizione di amianto si registrano ovviamente nei territori in cui insisteva la produzione del materiale, o in zone costiere dotate di cantieri navali (la cantieristica ha infatti utilizzato l’amianto per molto tempo). All’amianto sono inoltre collegati altri tipi di disturbi e patologie. Ne elenchiamo di seguito alcune, a cominciare dalle placche pleuriche, cicatrici che colpiscono la pleura; il mesotelioma, tumore che si sviluppa nel mesotelio, lo strato di cellule attorno alla pleura (difficilmente curabile). Ancora, l’esposizione ad amianto può causare ispessimento della pleura (si tratta di una manifestazione che insorge da sola ma che spesso può essere associata all’asbestosi: comporta difficoltà respiratorie) e pneumotorace, l’accumulo di aria nella cavità pleurica. Le malattie collegate all’amianto sono state talvolta diagnosticate anche in persone non esposte, ma soggette a contatti prolungati con chi invece era esposto, (per esempio, le mogli dei lavoratori dell’amianto).